La collega mi lega

…Continua

1FF549F4-946A-4BC5-B0E2-7EC942B88392Mi metto nudo, così come richiesto dalla collega, lei prende i miei vestiti e scompare in direzione bagno. Io nell’attesa giro per l’azienda tutto nudo, la cosa mi porta non solo eccitazione, ma anche un senso di potere. Siamo solo noi due e quella passeggiata, rievoca perversioni alla mia mente: ripasso tutti i video porno visti su youporn, le scopate con le segretarie, le orge d’ufficio. mi ritrovo a toccarmi il pisello, che dal canto suo sta ricominciando a svegliarsi, sento la porta del bagno e mi avvicino; la mia collega mi ride dicendomi di avere dato una ripulita e che se non altro non rimarrà macchia. io le sorrido di rimando e la spingo al muro, le prendo le mani bloccandole sopra la testa e la bacio, infilo la lingua fino in fondo, la intreccio con la sua, che mi accoglie e mi accetta dentro di se, sento le sue braccia rilassarsi cosi lascio le sue mani e porto le mie ai seni, la palpo attraverso il vestito, sento il gonfiore di quelle teste che mi eccitano tanto nelle mie pause lavorative, poi la giro strusciando il pisello sul suo culo da sotto il vestito.

Con una mano la tengo bloccata al muro, con l’altra le apro il vestito dalle spalle, scivola a terra lasciandola con il solo reggiseno, lei fa per slacciarlo e mentre ha le mani sul gancio, gliele blocco e spingo di nuovo il pisello sul culo. Spingo il cazzo sul buchetto e poi scivola su, lei emette un gemito e allora le schiaffeggio il culo che riecheggia per tutto l’ufficio. Geme di piacere, abbandona il reggiseno, si divincola e scappa verso la nostra stanza.

La raggiungo sulla sua scrivania, la sbatto a 90, e li la blocco, poi prendo il vibratore rimasto li a vista e glielo ficco su per la passera. Uso il suo telefono per attivarlo in modalità continua così da potermi dedicare al culo.

Mi piego, le apro le natiche e le infilo la lingua nel buchetto, glielo inumidisco fino a che non si rilassa, e sento la mia lingua entrare in lei, dopodiché mi rialzo sputo sul buchetto e la penetro. Il cazzo fa fatica in un primo momento, sputo di nuovo e adesso riesce ad entrare totalmente. Spingo con forza facendola urlare, con la mano raccolgo i suoi umori che colano dalla figa e li uso per inumidire il buchetto e facilitare il mio cazzo.

Quando sto per venire, la giro, le spingo la testa e gli infilo il cazzo in bocca, lei spinge forte fino in fondo, finchè non le vengo, la sento in sofferenza, ma riesce a recuperare e ingoiare tutto.

Dopo averlo pulito, lo tira fuori, mi guarda e parte un ceffone al mio pisello rimasto ancora dritto; io emetto un gemito di piacere, così da farla sorridere.

“Ti piacciono le perversioni eh?”

“Stai al gioco”. Mi spinge sulla scrivanie a questa volta sono io a 90.

Sta lei dietro, e tocca a lei stavolta leccarmi il buchetto, ma lei non aspetta che mi rilassi, mi infila direttamente il dito con un colpo secco, fino in fondo; io inarco la schiena e godo. tira fuori il dito, si allontana, recupera una mia scarpa dalla quale sfila il laccio, poi torna da me, mi spinge di nuovo la faccia sulla scrivania, e ricomincia a spingermi il dito e poi due su per il culo. Quando sono rilassato totalmente, tira fuori le dita, sputa nel buco aperto e infila il vibro che aveva sfilato da sé poco prima.

lo spinge dentro finchè il culo non lo accetta per bene, poi scende, mi tira le palle e me le lega con il laccio delle scarpe.

“Ora rivestiti. Slegati solo prima di venire. E quando devi venire lo decido io”.

La bacio, poi ci rivestiamo e così conciato mi metto in auto per rientrare a casa.

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Ancora in ufficio

Altro giro altra corsa.

Anche oggi faremo tardi. Anche oggi come al solito mi toccherà tornare a casa tardi, in quanto la mia collega come al solito non ha ancora finito. Già assaporavo il tepore di casa, la libertà di girare nudo e libero, le chiacchiere in videochat, un bel film sul divano con il plaid sulla mia pelle nuda.

E invece sto qui a massaggiarmi attraverso il jeans con l’ennesimo video di youporn. Stavolta non mi dispiace, ormai con la mia collega abbiamo una certa confidenza, e sinceramente non mi dispiace disturbarla. Mi tocco, ansimo, lei ormai lo sa. Vede sotto la scrivania la mia mano che gioca in mezzo alle mie gambe, vede che sono distratto, indaffarato, eccitato.

Mi guarda, mi sorride, ma continua a lavorare. Sono immerso nel mio porno, ma vengo distratto dal movimento delle sue gambe, da un qualcosa che si muove: una mutandina viola scivola via, le pende sulle caviglie. La guardo. Mi guarda. Sorride. Sorrido.

Sono bloccato, vorrei, non vorrei ma se vuoi (Battisti cit.)… lei mi fa capire che devo star fermo e così a parte il mio membro, rimango immobile a guardarmi la scena. L’altra scena, quella sul mio pc non è più importante, seguo quell’erotico reale della mia collega che sfila la mutandina, la poggia sul tavolo, continuando a far finta di lavorare.

Muove le gambe la mia collega, un ipnotico apri e chiudi, che lascia intravvedere della peluria li in mezzo. Ad un certo punto si ferma, guardando i documenti che ha davanti, cerca con la mano la borsa, ci infila la mano, tira fuori un arnese fucsia, oblungo con la coda, gommoso… li avevo visti solo nei porno.

Lo prende, si accarezza il seno, lo infila tra i bottoni della camicia, e poi scende sempre più giù.

Il mio pisello (si cara Malena, lo continuerò a chiamare così!) è durissimo, spinge il tessuto dei jeans, vorrei liberarlo anche perchè il contatto con i bottoni della patta mi da dolore; guardo la mia collega che mi sorride, quindi sbottono la patta e infilo la mano, non lo voglio tirare ancora fuori.

Lei prosegue nel suo gioco, accarezzandosi le gambe e tirando ancora su la gonna. poi la vedo fermarsi e scrivere al cell. Poco dopo ricevo un suo messaggio, con un link e una applicazione da scaricare, vado su App Store, scarico e lei mi aggiunge al suo gioco, la guardo con fare interrogativo, ma vengo distolto dal lovesense che entra in mezzo alle sue gambe, lo vedo chiaramente che accarezza le labbra, è umidissima. L’attrezzo infernale entra dentro, prima la punta poi tutto viene risucchiato lasciando fuori solo la coda.

Vedo una espressione di piacere sul suo volto e poi un altro messaggio: “Ora tocca a te”.

Smanetto con l’app scaricata e trovo il modo di attivare quel coso, muovo il sensore e sento il rumore della vibrazione, e il volto della mia collega che cambia, che sorride, che mugola di piacere. Mi appoggio allo schienale della mia poltrona e tiro fuori il pisello, il cell sulla gamba e cerco di andare al tempo tra la sega e l’attivazione del vibratore. Spingo al massimo, voglio vedere fino a quando resiste, lei ride contorce le gambe, le stringe, si contorce i seni, ansima, fino a che soffoca un grido di piacere, la guardo divertito, mentre io sono pieno, assuefatto da quella visione, godo nel vederla così stimolata, sono così concentrata su di lei che me ne vengo addosso!

Rido, mi guardo, ho lo schizzo sulla camicia, sui jeans bianchi! Quando mi rendo contadi essere tutto macchiato è troppo tardi. mi ritrovo la collega a fianco, si piega, prende il pisello in bocca e succhia tutto il seme rimanente.

” Spogliati, vedo di darti una ripulita”

La serata promette bene!

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Sesso al mare

Io e la mia ragazza fummo invitati da una coppia di amici nella loro casa al mare per trascorrere li una bella giornata di sole.

Arrivati, svolti tutti i convenevoli, decidemmo di andare in spiaggia prima di pranzo. Una spiaggia affollata, piena di famiglie, trovammo un angolo libero, piantammo l’ombrellone e ci sdraiammo per prendere il sole, chiacchierando tra noi.

Ad un certo punto, il sole fu troppo forte e quindi decidemmo per il bagno.

Entrati in anche noi e l’altra coppia ci allontanammo un po’ tra nuotate e scherzi in coppia, insomma ci ritrovammo abbastanza lontani. Colsi l’occasione come sempre faccio in quel genere di spiagge, di togliermi il costume, e stare nudo a galleggiare. La mia ragazza non riesce a farlo, ma ci lavoro un po’ e vista la mia eccitazione, iniziamo a baciarci infilando la lingua fino alle tonsille, mentre la mia mano accarezza il suo seno interessante. il mio pisello inutile a dirsi è già duro, lei lo sente e lo prende per segarlo. Le nostre labbra si staccano, i nostri occhi si incrociano e capendoci al volo, le abbasso il costume e glielo sfilo da una gamba, poi lei sale su di me, facendo entrare il pisello nella sua fessura, molto lubrificata nonostante l’acqua.

Spingo il pisello che entra fino in fondo, poi raggiungo le sue labbra e torno a infilarle la lingua in bocca. Sento il giocare dei ragazzi e il vocio della gente in spiaggia, io dal canto mio proseguo e continuo a scoparla guardando di tanto in tanto  attorno se per caso si avvicina qualcuno. esco il pisello e faccio scendere la mia ragazza che riprende a segarlo forte. Sento la sua mano attorno al membro bello duro, che mi tira, sento la cappella tutta fuori e i colpi fitti e netti della mano che mi sega.

Giro la mia ragazza e la abbraccio da dietro, guardando la spiaggia. Le lecco il collo, continuo con dei baci, mentre la mia mano stimola il suo culo, gioco col buchetto, spingo dentro un dito, poi il secondo.

Quando la sento pronta, infilo il mio pisello con un colpo netto. Lei si lamenta non essendo lubrificata, ma pian piano entra. lo spingo tutto dentro e le scopo dietro. 

Ci rendiamo conto di esserci spostati un po e che siamo più vicini, dei ragazzi che giocano a pallavolo in acqua si sono avvicinati, così sono costretto a togliere il tappo dal culo della mia ragazza, la quale si  reinfila il costume. Lo stesso faccio io, ma lo lascio alle ginocchia: ho voglia di venire.

Lei fa per girarsi ma io la blocco e la tengo ferma da dietro, le abbasso leggermente lo slip e spingo di nuovo il pisello per il culo, siamo tremendamente vicini al gruppetto di ragazze e cerchiamo di fare gli indifferenti. Ho un braccio sopra la spalla per tenere ferma la mia ragazza e l’altra sull’addome, pompo il pisello, sto per venire, sento gli spasmi del pisello, non capisco più nulla.

“Scusi mi può tirare la palla?” 

Vengo nello stesso momento in cui la ragazzina, non avendo ricevuto risposta, ci raggiunge.

Faccio una faccia da ebete, la ragazzina mi da del rincoglionito. La mia ragazza ride divertita sentendo lo sperma che le cola in culo.

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Mi fai un caffè speciale?

Pomeriggio agli sgoccioli, i corrieri sono già tutti passati e noi siamo qui a pettinare le bambole, a cazzeggiare come gli scolaretti che attendono il suono della campanella per la ricreazione.

Giornata stressante chiama obbligatoriamente youporn. Sono al solito alla mia scrivania, oggi ho deciso di non mettere jeans ma un semplice pantalone, quindi l’erezione è ancora più visibile rispetto agli altri giorni.

Oggi seguo il genere fake taxi. Non è un gran che i primi del genere erano più carini in quanto sembravano più spontanei. Ma pazienza. Proseguo nel seguire i video, quando la mia collega, mi interrompe chiedendomi se posso farle un caffè in quanto lei non può fermarsi perchè ancora indietro con il lavoro.

Ovviamente mi offro di farle la cortesia, mi alzo non facendomi mancare di mostrare l’erezione viva e presente.

Arrivo alla porta e la mia collega mi ferma – me lo fai macchiato come l’ultima volta? – Certo rispondo io. Lascio la porta socchiusa, e arrivo alla macchinetta, mi abbasso i pantaloni (siamo al solito soli in magazzino) e mi sego violentemente. I miei ormoni drogati da youporn hanno estasiato il mio cervello, il sangue affluisce pressante sul pisello che è bello duro con le vene spesse, che me lo abbracciano tutto. Mi sego senza ritegno, senza imbarazzo, senza pudore, emetto mugolii di eccitazione con la volontà di farmi sentire dalla collega. Mi tiro le palle, quanto vorrei proprio oggi averle legate, per aumentare ancor di più l’affluenza del sangue al pisello. Sento la cappella umida, sono pronto per venire, quindi decido che è il momento di prendere il caffè. Continuo a segarmi mentre con l’altra mano infilo i soldi e seleziono il caffè e lo zucchero. La macchinetta finisce di erogare, prendo il bicchiere e lo avvicino alla cappella, in modo da erogare pure io…

Vengo e anche copiosamente, emetto un gemito di godimento. Quando tutto lo sperma è nel bicchiere, mi pulisco la cappella con le dita, me le lecco per pulirle, poi mi risistemo e porto il caffè alla mia collega, che la trovo in piedi accanto alla mia scrivania.

Le porgo il caffè, e lei nel ringraziarmi mi dice che mi ha restituito l’evidenziatore che le avevo prestato, io lo prendo, sento che è umido, la guardo e sorrido, poi porto l’evidenziatore al naso e mi tolgo il dubbio rimasto: sa di umori. Guardo la mia collega, mi porto l’evidenziatore alle labbra e dopo averle donato un nuovo sorriso le propongo una pizza.

Questa serata non può finire così.

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Eccomi qui

4CCC8C07-E166-411B-8D2D-E2478DB918A4Mi trovo qui. un’altra volta davanti al mare, il mio mare. in questo pomeriggio di novembre, fuggito dal lavoro con la scusa di dover andare dal commercialista.

mi ritrovo qui parcheggiato su questa strada di passaggio fuori dal paese, a bordo spiaggia.

mi godo gli ultimi scampoli di sole, il mio sole che ricerca un raggio che possa rianimarlo. Faccio quello che ho sempre fatto li, si proprio li: libero le mie gambe, il mio pisello, dalla camicia di forza dei miei jeans, il mio pisello che vola versò la libertà di quel tessuto rigido, il mio addome che si libera del peso della camicia e del maglione. Abbasso il finestrino voglio sentire la frescura sul mio corpo: aria fredda ma rigeneratrice.

Passa sporadicamente qualche auto, ma io sono in paradiso. Chiudo il finestrino, accarezzo il mio corpo: lo cerco, mi cerca. ho voglia, ho una voglia dannata di rilassarmi. Non voglio pensare a nulla, non voglio pensare al lavoro. Non voglio pensare a me al tempo che passa. La cappella fa capolino, la mia mano l’accompagna, la tira fuori, gioca col suo occhio. il suo fremito porta eccitazione, il pisello diventa duro, bello, potente, riguardo il mare.

Che bello godo della sensazione di quel massaggio, godo della mano sinistra che si insinua sotto le palle a sfiorare il mio buco, lo cerco, lo trovo, la saliva aiuta il massaggio; il medio entra senza problemi, il pisello in trazione, lo spasmo, lo schizzo.

Lo schizzo su tutto il corpo, lo sento fino al collo, mi gocciola sulle spalle. Esco il medio dal mio buco, recupero lo sperma su di me, lo porto in bocca mentre la destra ancora ancorata al pisello si bagna del seme che gocciola dalla punta. lecco pure quella, aspetto il rilassamento definitivo, mi godo quel poco di sperma che si asciuga addosso creando una piacevole sensazione.

Si è fatto tardi è ora di tornare a casa.

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Richiesta via mail – pipì all’aperto

IMG_2137Altro contatto via social.

Sono stato contattato due giorni fa da una tipa che dice di avere letto i miei racconti. Parliamo del più e del meno, del fatto che anche a lei piace fare esibizionismo, che ha scritto un paio di racconti…

Chiacchieriamo, ci conosciamo, finché non provo a capire se ha voglia di giocare. Così propongo il solito gioco: io le propongo una esibizione da fare e da raccontare e lei deve fare lo stesso con me.

Lei si incuriosisce e mi chiede cosa dovrebbe fare.

“entra al centro commerciale senza intimo nè reggiseno, vai in un camerino dove non ti rompono le commesse, ti metti nuda e ti masturbi fino a venire con una carota, una candela, un cetriolo che ti sei portata da casa”

Lei mi risponde che forse è un po troppo come prima volta cosi le smorzo la richiesta “allora infilati un toys va sempre nel camerino del centro commerciale ti metti nuda e ti fai le foto”

A quel punto lei accetta, dicendo che l’avrebbe fatto l’indomani pomeriggio.

A quel punto tocca a me ricevere la richiesta, dopo un po’ di attesa arriva

“Allora… Entro le 22 devi fare la pipì all aperto con i pantaloni abbassati completamente”.

Io accetto, e come al solito chiedo la firma dell’accordo: la classica foto con la figa in vista e il mio nome scritto su.

Mando la mia foto, ma non ricevo più risposta.

Finito il lavoro decido comunque di fare la prova così mi fermo al primo parcheggio, mi metto in una zona piuttosto buia, esco dall’auto e mi abbasso i pantaloni alle caviglie. Il pisello è già duro, quella situazione mi intriga sempre, sto per prendere il cell per le foto ma arrivano due auto, cosi mi rivesto e con indifferenza mi infilo in auto. Deciso di riprovare l’indomani, cosi stavolta mi sposto verso la zona artigianale, faccio un giro di perlustrazione e dopo avere trovato il posto, scendo dall’auto e mi abbasso i jeans. Mi avevi chiesto di fare la pipì, alla fine ho optato per una bella sega.

L’aria frizzante della sera sul mio culo e la mia cappella, si intonavano con quel momento di relax e con lo stress del lavoro: un’auto nelle vicinanze che si avvicina, in lontananza le luci dell’aeroporto, sul marciapiede il mio sperma.

Ciao io la mia l’ho fatta!

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Richiesta via mail – foto su richiesta

7CCF7BF5-25CB-4454-8DBA-B07A72BB8DA9Continuano le richieste via social.

Da un po’ di tempo non arrivavano più richieste o comunque anche se qualcosa arrivava non era degna di essere presa in considerazione.

Non che me la tirassi, ma cercavo stimoli e sintonia, sopratutto avventure nuove, del resto ci si annoia presto.

Sabato scorso vengo contattato da una ragazzina ventenne, che mi dice di avere visto le mie foto, avere letto il mio blog e di trovarsi veramente eccitata dal poter giocare a comando.

Mi dice che anche a lei piace esibirsi e giocare, ma pare bon abbia ancora trovato la sua dimensione.

Poi fa la sua richiesta:

Devo fare delle foto nudo in un parcheggio non isolato. Alcune dovranno essere con le palle legate e la carota nel culo.

Capisco che racconto ha letto, e mi rendo conto che non mi propone niente di nuovo ma il sabato è noioso quindi decido di accettare.

Vado ad aprire gli allegati e trovo anche il pagamento (il pagamento consiste in una foto della passera con scritto il mio nome addosso).

Decido di non perdere tempo, ho già individuato il posto dove andare, metto la tuta, zainetto con il necessario e parto.

Giungo al parcheggio, faccio un paio di giri per rendermi conto dell’affluenza e della eventuale presenza di bimbi (la loro presenza comporta un naturale divieto all’utilizzo di quel posto), e scelgo dove parcheggiarmi. Posiziono l’auto in modo da lasciare il condominio sul lato passeggero e un’altra auto parcheggiata sul lato conducente, ma un po distante dalla mia, in modo da sistemare il treppiedi con il cellulare modalità foto, nascosto dall’auto stessa.

Posiziono il cell, e poi rientro in auto, organizzo la carota dentro un preservativo, mi spoglio, ed esco dall’auto.

Scatto in posizione di discesa dall’auto.

Chiudo la portiera, mi guardo intorno, mi appoggio al finestrino come se chiedessi info al conducente e scatto.

Mi piego davanti alla portiera lasciando le spalle al cell, mi tiro su pisello e palle e emulo una donna che fa la pipì e scatto.

Intanto il mio pisello si è ben svegliato, cosi apro la portiera prendo il cordino e lego le palle. Guardo compiaciuto la legatura con nuovo cordino rosso fiammante, scappello per bene, mi butto con le spalle sull’auto e scatto.

All’ultimo piano del condominio credo di vedere movimento, rientro in auto per fare il punto della situazione (vorrei evitare denunce), ma il mio pisello decide che è eccitante la situazione.

Riapro la portiera, mi piego di lato, e prendo a giocare col buchetto, metto un po di crema e scatto.

Proseguo con gli altri scatti rimanendo in auto finchè il mio buco non si è ammorbidito e non accoglie la carota, poi scendo e rifaccio altre foto. Mi metto carponi e imito un cane che fa la pipì sull’auto mettendo in bella mostra carota e cordino.

Quando alzo la testa vedo arrivare un auto, non me ne ero reso conto ed è troppo vicina per infilarmi in auto.

Rimango li carponi in attesa che passi.

Per tutta risposta si parcheggia qualche auto davanti a me. Scende una coppia, prendono le buste della spesa e si incamminano verso il condominio! Altra denuncia evitata!

Ritengo che le foto siano abbastanza. Tuttavia sono pieno e ho voglia di svuotarmi: cambio posizione al cell, lo metto in modalità video e poi in piedi a gambe larghe mi sego. Contraggo i glutei provocando la fuoriuscita della carota, sono eccitatissimo e il cordino mi fa davvero male alle palle, con una mano proseguo nella sega, con l’altra slaccio le palle che ringraziano. Do gli ultimi colpi, lasciando sulla strada la mia firma seminale…

Poi ripulisco il pisello con le dita e le dita portandole in bocca, raccolgo il cell e risalgo in auto.

Controllo le foto: sono venute bene.

Mi rivesto e rientro a casa.

Cara Vanessa, ti ho appena inviato le foto spero ti siano piaciute.

Alla prossima.

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